Terra in moto

 

Decine di campanili pericolanti, centinaia di cascine trafitte da crepe e migliaia di opere sepolte dalle macerie. I beni artistici danneggiati dal terremoto che ha colpito l’Emilia lo scorso maggio sono almeno 2500 e secondo i dati forniti dalla Regione, i costi per il recupero ammontano a quasi 3 miliardi di euro.

Ma i soldi per il restauro, non ci sono e la Bassa rischia di rimanere per ancora molto tempo costellata di zone rosse.

Dietro a ogni edificio transennato, dietro a ogni strada chiusa e dietro ogni casolare, si nascondono, oltre alla storia del Paese, anche le storie di centinaia di persone.

L’inagibilità dei beni vincolati arreca infatti un doppio danno alla collettività: da un lato la mancata fruibilità del proprio patrimonio culturale, dall’altro l’impossibilità di tornare ad una vita “normale”.

Per capire la quotidianità di chi vive tra le rovine del cratere, abbiamo raccolto storie paradossali: anziani costretti a vivere in roulotte per il pericolo di crollo di un campanile sulla propria casa, esercizi commerciali chiusi per mesi per la vicinanza di chiese inagibili vincolate, ingenti risorse pubbliche impiegate per messe in sicurezza trionfali.

Ma come tutelare il patrimonio artistico danneggiato in tempo di crisi?

E come venire allo stesso tempo incontro alle esigenze dei cittadini?

Che tipo di risposte possono venire dal territorio?

Un viaggio nella Bassa per mettere in luce le contraddizioni, i bisogni e le opportunità di un territorio disseminato di zone rosse a tempo indeterminato.

 

Di Anna Pellizzone e Cora Ranci, montaggio Claudia Pozzoli, finanziato con crowdfunding tramite PubblicoBene.